QUANDO NOI ERAVAMO GIOVANI

Quando noi eravamo giovani. Quando eravamo giovani “noi” chi? Dipende!

Se “noi” sono quelli che hanno 70 anni e passa possono legittimamente raccontarvi di un mondo che proprio non c’è più. Era meglio di quello odierno? Era peggio? Dal punto di vista materiale, la maggior parte delle famiglie viveva con poco e si accontentava di quel poco: anche perché c’era poca speranza di avere di più. Molti di quelli che avevano vent’ anni negli anni ’30 del novecento sarebbero morti durante la seconda guerra mondiale: parecchi di loro erano orfani di padri morti nel corso del primo conflitto… Dicono che erano più felici. Nonostante le malattie (si moriva di tubercolosi, anche una semplice polmonite o una febbre da parto erano spesso letali, dilagava la poliomielite, non c’erano gli antibiotici, i vaccini diffusi erano solo quelli contro il vaiolo…), le case fatiscenti e non riscaldate, il cibo spesso scarso e poco nutriente, gli orari di lavoro sempre superiori alle dieci ore al giorno, le ferie inesistenti ed i viaggi riservati ai pochissimi ricchi, una guerra appena finita ed altre che stavano per cominciare, la libertà di pensiero riservata a quelli che si sentivano in sintonia con le idee del regime fascista, l’istruzione riservata a pochi fortunati, la parità dei sessi al di la da venire, la libertà sessuale circoscritta all’interno dei bordelli, la polizia che se sgarravi ti accoppava di botte e ti dava l’olio di ricino fino a che buttavi fuori le budella, i tribunali che se non stavi in riga con le idee del regime ti mandava al confino….Che felicità! Forse erano felici perché avevano vent’anni?

Se “noi” sono quelli che hanno fra i 50 e i 70 anni i primi vent’anni della loro vita li hanno trascorsi in un mondo che, tutto ad un tratto, metteva a disposizione di milioni e milioni di persone cure mediche gratuite ed efficaci, cibo nutriente in abbondanza, case nuove e ben riscaldate, scooter ed utilitarie, ferie al mare ed in montagna, libertà di opinione magari limitata ad idee non troppo in collisione con quelle dei cosiddetti “benpensanti” (ma comunque sempre di libertà si trattava), divertimenti limitati (cinema, balere, calcio, televisione..) ma abbastanza disponibili per tutti, sesso sempre pochino (almeno rispetto alle aspettative…e poi avevano chiuso i casini) per gli uomini e assai scarso per le donne (che se non arrivavano vergini al matrimonio potevano ancora, di fatto e di diritto, essere ripudiate dal marito…)…Tutti dicono che erano più felici di oggi (…avevano vent’anni…), ma se li fai ragionare ammettono che il mondo nel quale avevano vissuto ventenni i loro genitori faceva francamente orrore…
Con l’esclusione di qualche decina di militari di carriera morti nel corso di missioni internazionali, nessun italiano maschio della mia generazione e di quelle successive è morto in guerra e nessun bambino italiano è crepato sotto i bombardamenti. In compenso (!) dalla fine degli anni ’60 ad oggi qualche centinaio di italiani (lavoratori, pensionati, donne e bambini, politici, poliziotti, carabinieri, sindacalisti, giudici…) sono morti per attentati singoli e collettivi commissionati ed eseguiti da vigliacchi assassini neri come la loro coscienza e rossi come la loro vergogna ed è stata grande la paura di finire tutti bruciati (rossi e neri, bianchi e verdi, uomini e donne, intellettuali e braccianti) nell’arrosto atomico provocato dalle intemperanze delle due superpotenze …

In tanti siamo stati felici e in molti lo siamo ancora perché siamo stati capaci e lo siamo tutt’ora di prendere gioia dalla stessa vita e da quello che di buono ci portava (poco o molto che fosse) e ci porta (poco o forse troppo che sia): ma soprattutto perché in tanti, uomini e donne, ci siamo sentiti e voluti artefici del nostro domani e di quello dei nostri figli.

(…”a prescindere” dai genitori che morivano o svanivano al momento del bisogno, dal lavoro malpagato o che non c’era, dal padrone con la mercedes e noi con le pezze al culo, dalla guerra calda e da quella fredda, dalle fabbriche che uccidevano per inquinamento gli operai con la stessa indifferenza con le quali i terroristi facevano saltare i treni, dalla mafia che accoppava i giudici e i sindacalisti che dicevano che c’era la mafia e non accoppava i giudici ed i sindacalisti che dicevano che la mafia non c’era, dai politici ladri-assassini-pezzi di merda-nemici del popolo che quando poi qualcuno ci credeva e gli accoppava gli dicevano che non aveva capito e che si trattava di normale confronto politico, da quelli per i quali la CIA era un ente di beneficenza americano che finanziava i partiti veramente democratici dei paese amici a quelli per i quali il KGB lavorava per difendre gli interessi della classe operaia italiana.,dalle case popolari edificate a costi da superattico e dagli sfratti ai vecchietti del centro storico perché nel centro ci doveva stare la city, dalle pensioni da fame a chi aveva lavorato una vita e ai milioni di babypensionati con quindici anni di contributi, da quelli che non avevano mai versato una lira di contributi e di tasse e s’incazzavano perché gli ospedali cadevano a pezzi, da quelli che passavano gli esami perché li compravano e da quelli che li passavano perché minacciavano, da quelli che i film li classificavano in film di destra e di sinistra e da quelli che li catalogavano in vietati e non vietati, da quelli che predicavano il diritto allo studio per tutti e che poi truccavano i concorsi universitari, da quelli per i quali era meglio avere milioni di bambini morti per fame o per AIDS che uno spermatozoo represso e forsanche soppresso, da quelli per cui la libertà stava di casa solo dove dicevano loro e la democrazia non si esportava, da quelli che dicevano che i comunisti mangiavano i bambini e da quelli per cui il paradiso terrestre stava sempre dove non si andava a votare, da quelli che dicevano no al nucleare-no all’idroelettrico-no al termoeelettrico e da quelli che se mancava la luce per un giorno ti spiegavano che era un attentato degli svizzeri all’economia italiana, dalla mamma che non ci comprava le merendine delle multinazionali ma tanta sana frutta del contadino piena di pesticidi, dal papà che ci regalava la storia dell’evoluzione del pensiero politico occidentale e non ci dava i soldi per andare alla festa della birra, dalla rosanna che ci rubava il moroso e dal moroso che ci giurava che crocifissa era un nome sexy, dal coglione che ci fregava il parcheggio e neanche si accorgeva che dopo gli sfregiavamo la macchina con il ghiaino……)

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