DURATA MEDIA DELLA VITA

Si stava meglio quando si stava peggio? Il mondo di ieri era meglio di quello di oggi? Dipende dai punti di vista.

Quando si stava peggio, si restava in pochi. Guardatevi le statistiche qua sotto e riflettete (anche sul fatto che i miglioramenti - togliendo ovviamente i periodi bellici e postbellici - sono avvenuti con tutti i regimi politici: monarchie, dittature, repubbliche..)

1863 (primo anno con disponibilità di statistiche sull'intero territorio nazionale, o quasi): in quell'anno, il tasso di mortalità infantile (proporzione di nati vivi che muoiono entro il primo anno di vita) in Italia era di 232/1000 (duecentotrentadue su mille!!), con forti differenze regionali.

2001: il tasso di mortalità infantile in Italia è di 4,4/1000 (quattrovirgolaquattro su mille!!) e risulta molto vicino alla media UE (4,2 per mille).

Interessante notare che dal 1975 ad oggi il tasso di mortalità infantile (morti entro il primo anno di vita per 1.000 nati vivi) in Italia è sceso di più del 76%, dal 20,5 del 1975 al 4,4/1.000 del 2001: quindi è vero che già nel 1975 i bambini che sopravvivevano ogni 1.000 erano 12 volte di più che nel 1863, ma nel 2001 erano circa quattro volte di più che nel 1975…..

In Italia la durata media della vita era nel 1881 di 35 anni sia per gli uomini che per le donne. A distanza di circa 125 anni, nel 2004 la durata media della vita in Italia è di 79 anni (media fra uomini e donne).

Se ti prendi la briga di controllare le statistiche di tutti i Paesi ti accorgerai che dati analoghi a quelli italiani sono presenti in tutte le Nazioni economicamente sviluppate ma che anche in moltissime zone del terzo e quarto mondo i miglioramenti del tasso di mortalità infantile sono stati impressionanti. Purtroppo ancora ben distanti dai nostri.

La matematica non è un'opinione e, a prescindere dalle tue legittime credenze religiose o politiche, quando ogni 10 figli nati ne sopravvivono 2, un padre ed una madre (e conseguentemente una Nazione…) ne devono sfamare 2. Quando ne sopravvivono 8, ne devono sfamare 8. Se nella ricca Provincia dalla quale scrivo avessimo una media di 6/8 figli a coppia anziché meno di 2, per sfamarli tutti avremmo un numero limitato di possibili soluzioni. Fra le quali: quella di emigrare (come si faceva sino a quarant'anni addietro), quella di produrre in loco quattro/cinque volte di più, quella di vendere i nostri prodotti ad un prezzo maggiore di quattro/cinque volte, quella di ridurre il nostro tenore di vita di quattro/cinque volte.

La statistica non dice quanto vivrai ma ti avverte che hai una ragionevole probabilità di campare sino a quasi ottant'anni (e, se sei giovane probabilmente anche di più..).

Questo significa che se hai vent'anni e non ti dai da fare per cambiare il futuro, il tuo futuro e quello dei tuoi figli sarà giocoforza progettato a misura di tutti quelli che sono arrivati prima di te.

E può darsi che chi è più vecchio di te non abbia ben presente che anche tu e i tuoi figli dovrete avere una casa, del cibo, dell'energia con la quale riscaldarvi. O forse ce l'ha presente, ma non sa proporre soluzioni alternative. O forse del tuo futuro e di quello dei tuo figli non gliene importa proprio niente.

QUESTE SONO LE MIE OPINIONI. PER FARTI UNA TUA OPINIONE POTRESTI CONSULTARE QUESTI SITI: