Cosa
sono le "droghe"? Perché non si devono usare? Ma neanche un po
?
Dopo
tanto parlare di droghe con l'unico scopo di schierarsi in senso
repressivo o libertario, ancora non si riesce bene a definire
cos'è una "sostanza psicotropa ("droga"
per brevità). Una definizione che mi attira è la
seguente: "sono droghe tutte quelle sostanze che alterano
in modo significativo l'immagine dell'universo percepita dall'individuo
che ne fa uso, rispetto all'immagine che percepiscono dello stesso
universo gli individui che non ne fanno uso".
Potenzialmente
tutte le sostanze, presenti in natura o create artificialmente
dall'uomo, se assunte da determinati soggetti possono avere l'effetto
"droga". Anche le patate bollite, se ingerite da chi
non mangia da giorni, possono indurre un senso di benessere tale
da alterare l'immagine che quella persona aveva del mondo prima
di ingerirle.
Secondo
la definizione di droga riportata sopra l'alterazione della percezione
deve essere significativa. E' difficile, se non impossibile, mettersi
d'accordo su una qualsiasi scala che misuri il grado di significatività
dell'alterazione della percezione del mondo. In attesa che qualcuno
ci riesca, proviamo a fare qualche considerazione e qualche proposta.
Potremmo
essere d'accordo almeno sul fatto che la significatività
di una alterazione delle percezioni sensoriali può essere
messa in relazione con il tipo di attività che l'individuo
sta svolgendo? Non vedere correttamente le immagini trasmesse
dal televisore generalmente non comporta dei rischi per noi stessi
e per gli altri, ne comporta di gravi se stiamo guidando una moto.....
Se
siamo d'accordo su un semplice concetto come quello espresso, non abbiamo più
la necessità di distinguere fra la pericolosità di una droga rispetto
all'altra ovvero di scannarci sul fatto che drogarsi sia o meno lecito.
Quando
ero ragazzo, nelle ridenti valli della mia Provincia il sabato sera una buona
percentuale della popolazione maschile di età superiore ai sedici anni
non si reggeva sulle gambe o comunque aveva in corpo una dose di vino o di superalcolici
da "accoppare un cavallo".
Al
giorno d'oggi è calato drasticamente il numero dei beoti,
è cresciuto sicuramente (allora di droghe alternative all'alcol
proprio non ce n'erano
) il numero dei soggetti che "si
fanno" con le sostanze più svariate. Nonostante ciò
le persone sobrie sembrano essere comunque la maggioranza, giovani
compresi.
Molte
delle statistiche che ci vengono propinate affermano che percentuali
stratosferiche di giovani si drogano (75%-90%!): poi si scopre
che tali percentuali sono state ottenute ponendo la domanda: "Hai
mai fatto uso di cannabis"!
Possiamo
al massimo affermare con qualche certezza (al di là delle
statistiche più o meno opinabili) che giovani sono tutti
dei drogati potenziali
.
Presumibilmente
bere alcolici o farsi uno spinello è sostanzialmente equivalente.
Gli effetti sono più o meno gli stessi, la materia prima
è in un caso liberamente venduta e nell'altro facilmente
recuperabile dallo spacciatore all'angolo (come i bar, anche loro
li trovate dappertutto e non sono sempre aperti: hanno orari di
apertura e di chiusura ed il periodo di ferie
): il costo
fra una dose di "quella buona" e un bicchiere di "quello
buono" non si differenzia un granchè, la possibilità
di diventare dei dipendenti (un bicchiere tira l'altro e uno spinello
ne tira altri dieci) è relativamente bassa.
Relativamente:
perchè purtroppo una certa percentuale di individui pare
certo che sia incapace "per natura" di dire basta all'assunzione
di alcool e di droghe. Siccome non si può sapere prima
(almeno per ora..) se si è uno dei soggetti a rischio dipendenza,
dobbiamo almeno sapere che la dipendenza da alcool e/o da droghe
può essere dietro l'angolo.
Bere
e drogarsi sino a perdere il controllo di se fa male all'individuo,
ma anche alla società. Secondo le statistiche quasi certamente
bevi alcool e quasi certamente hai provato almeno uno spinello:
quindi sai come ci si sente dopo aver ingerito alcuni bicchieri
di vino o dopo averne fumato una canna. Saresti contento che la
tua donna o il tuo uomo fossero operati al cuore o di tumore al
cervello da un chirurgo "fatto" di alcol o di droga?
Partiresti per le vacanze su un aereo pilotato da un pilota cocainomane?
Lavoreresti in un cantiere dove il pacherista o il gruista fossero
alcolisti o tossicodipendenti? Vorresti per collega d'ufficio
un tizio che sbaglia metà delle pratiche perché
non è presentei a se stesso? Ti darebbe una gran soddisfazione
esistenziale essere fatto fuori in un incidente stradale da un
tipo che ti fa un frontale a 180 all'ora su una strada dove anche
un pilota di formula uno non passerebbe i 90? Assumeresti nella
tua impresa o nel tuo studio professionale qualcuno che per metà
della settimana ti guarda come un ebete perché è
già fatto o perché tutte le sue risorse mentali
sono impegnate sull'unico interesse del drogato: "quanto
costa?chi me la procura?dove trovo i soldi?"
La
società non può e non potrà mai liberalizzare
il consumo delle droghe e può tollerare quello dell'alcool
entro certi limiti. Al massimo potrà consentirne la vendita:
che è tutt'altro problema dal liberalizzarne il consumo.
I vuoti discorsi moralistici (è lecito, non è lecito,
l'individuo deve essere libero di
, ecc.) si scontrano con
praticissime ragioni legate alla sicurezza collettiva ed alla
produttività.
Quindi
se vuoi proprio fare il pieno di alcool o di droga, prima di farlo
non devi chiederti se a Dio piace o se la tua mamma ne muore di
dolore: ti devi chiedere certamente quanto fa male a te, ma prima
di tutto quanto può fare male agli altri (cioè a
quelli che t'incontrano sulla strada, sul lavoro, in famiglia..).
Se
ti fai di alcool e di droga sino a scoppiare mentre sei seduto
da solo su una panchina al parco in una fredda e nebbiosa notte
di Haloween e non hai una pistola in tasca e nemmeno la macchina
parcheggiata li vicino, mi viene voglia di sedermi con te e di
magari di farmi anch'io un bicchiere o uno spinello e raccontarti
che tante volte mi sono sentito anch'io di merda come te. E perfino
di sognare con te di cambiare questo mondo infame.
Se
invece per soddisfare il tuo desiderio di cambiare il mondo (ma solo il tuo
)
mi punti una pistola addosso per fregarmi il portafoglio o ammazzi in un frontale
il figlio del mio migliore amico, ti auguro di tutto cuore di crepare di morte
naturale prima che questo avvenga.