I GIOVANI DI OGGI NON HANNO PIU' IDEALI

Le idee in politica per essere condivise non devono essere necessariamente delle grandi idee: possono essere semplici o eclatanti, radicalmente innovatrici o sobriamente riformatrici.

In chi le ascolta devono però suscitare la sensazione di essere realizzabili, di meritare qualche sacrificio per essere tradotte in realtà, di non puntare ad apportare un beneficio a pochi ma possibilmente a molti, di essere concretizzabili in un lasso di tempo ragionevole e soprattutto di non essere già state realizzate da altri con effetti negativi se non addirittura catastrofici.

Un ideale è sostanzialmente un’idea (un complesso di idee) che, a torto o a ragione, appare più meritevole di altre: quindi non intrisicamente nobile, ma nobile perché è giudicata come tale. Giudizio che nel tempo può subire mutamenti anche radicali.

Molti ideali che abbiamo posseduto in comune con i nostri genitori e che vorremmo che i giovani condividessero con noi sono probabilmente ancora in gran parte condivisibili, ma presentati tramite modelli obsoleti (perché sviluppati in periodi storici caratterizzati da condizioni sociali ed economiche radicalmente diverse da quelle odierne).

Molti ideali che vorremmo che i giovani condividessero con noi sono utopie che né i nostri genitori né noi abbiamo saputo realizzare: ovvero abbiamo realizzato pagando (e facendo pagare ad altri) costi che i giovani non sono giustamente disposti a sostenere.

Molti obiettivi che vorremmo che i giovani condividessero con noi sono purtroppo obiettivi che se sottoposti ad un esame senza pregiudizi svelerebbero impietosamente la loro meschinità.

I modelli sociali e culturali non li deve fornire la politica: a quest’ultima spetta il non facile compito di scegliere in quale direzione assecondare l’evoluzione sociale e culturale ed in quali frenarla, indicando obiettivi condivisibili, realizzabili, utili allo sviluppo sociale in genere.

Una classe politica poco credibile e dai comportamenti trasversalmente ai confini della morale comune non può essere legittimata ad indicare obiettivi e valori ai giovani: potrà al più aspettarsi indifferenza, quasi sempre rifiuto e contestazione.

Una società nella quale i comportamenti prevalenti dei singoli individui che la compongono descrivono l’esatto contrario dei valori sulla quale afferma di essere fondata, non può pretendere di risultare credibile ad un giovane: potrà solo essere disprezzata.

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