NON CI SARA' LAVORO PER TUTTI

Scusate se mi ripeto (capita, con l'età…): ma la matematica non è un'opinione.

…..a prescindere dalle tue legittime credenze religiose o politiche, quando ogni 10 figli nati ne sopravvivono 2, un padre ed una madre (e conseguentemente una Nazione…) ne devono sfamare 2. Quando ne sopravvivono 8, ne devono sfamare 8. Se nella ricca Provincia dalla quale scrivo avessimo una media di 6/8 figli a coppia anziché meno di 2, per sfamarli tutti avremmo un numero limitato di possibili soluzioni. Fra le quali: quella di emigrare (come si faceva sino a quarant'anni addietro), quella di produrre in loco quattro/cinque volte di più, quella di vendere i nostri prodotti ad un prezzo maggiore di quattro/cinque volte, quella di ridurre il nostro tenore di vita di quattro/cinque volte…..

Nel determinare gli andamenti del mercato del lavoro entrano in gioco più variabili: numero dei soggetti che cercano un'occupazione, numero di posti di lavoro offerti dalle aziende e dallo stato, tipologia del sistema produttivo prevalente (ad alto utilizzo di manodopera, a basso utilizzo di manodopera), ecc.

Gli Economisti mi scuseranno se ometto alcune decine di variabili e probabilmente anche importanti.

Se viviamo in un mondo nel quale la maggior parte dei Paesi sviluppati ha adottato un sistema produttivo a basso consumo di manodopera e quelli in via di sviluppo sono palesemente orientati a fare altrettanto, come si può ragionevolmente pensare che si possano creare posti di lavoro sufficienti per dare un'occupazione ai milioni di figli messi felicemente al mondo dalle nazioni prolifiche?

Se viviamo in un mondo che anche per lo svolgimento del lavoro più umile e di poche responsabilità richiede all'addetto un grado di istruzione sempre maggiore, cosa ne faremo di un esercito di analfabeti che non potranno nemmeno avere la speranza di alfabetizzarsi perché comunque le risorse di uno Stato non riusciranno mai a far fronte a qualche milione di scolari in più ogni anno?

Nonostante il rifiuto del controllo delle nascite, proveniente da chi spesso ha una grande autorità politico/morale soprattutto sugli strati più poveri (e quindi meno colti è più influenzabili) della popolazione del cosiddetto terzo e quarto mondo, sembra che negli ultimi anni e in alcune zone del pianeta vi sia un rallentamento dell'aumento demografico.

Certamente, nel corso della tua vita, ti dovrai scontrare con questi problemi: ed è importante che tu faccia sentire la tua opinione e la tua voce in merito.

Intanto sei nato,vivi e probabilmente dovrai trovare lavoro in un Paese che, accanto ad una bella percentuale di disoccupati, importa manodopera non qualificata perché nessuno vuole più fare i lavori cosiddetti umili…

Come probabilmente ben sai per esperienza diretta, una bella fetta dei disoccupati italiani in realtà hanno delle occupazioni non regolari: altrimenti ci sarebbero le rivolte operaie e contadine come a fine ottocento (1800)….Quindi i disoccupati reali sono molto, ma molto meno di quelli rilevati dalle statistiche. Nessun italiano riuscirebbe a campare a lungo con il sussidio di disoccupazione e tutti gli indici dei consumi pro capite rilevano da anni in molte zone d'Italia lo strano fenomeno di consumi superiori al reddito disponibile……

La contrazione delle nascite nel nostro Paese ha comportato e comporta sicuramente la rinuncia da parte di molti ad avere intorno una bella nidiata di marmocchi festanti. In cambio tu probabilmente avrai un lavoro e sarai in grado a tua volta di mettere al mondo un paio di marmocchi e di sfamarli.
Se ti trovassi effettivamente senza lavoro, è probabile che comunque dovrai accettare un lavoro cosiddetto umile (ovvero al di sotto di quelle che ritieni siano le tue capacità). Fra l'altro non è detto che questi lavori siano necessariamente sottopagati, a patto che lo Stato combatta il lavoro nero ed i clandestini: lo sfruttamento dei lavoratori immigrati è un fenomeno incivile, perpetrato da tutte le classi sociali - imprenditori e singole famiglie -, che ha come risultato l'inquinamento del mercato del lavoro. In una società opulenta il lavoro umile tende ad essere relativamente ben retribuito: a condizione che non si possa contare su serbatoi sterminati ed incontrollabili di forza lavoro che si vende per un tozzo di pane.

Seguendo l'evoluzione degli alti Paesi occidentali anche il nostro sistema sociale dovrà, prima o poi, elevare il sussidio di disoccupazione e vincolarlo comunque all'obbligo di accettazione di un eventuale lavoro diverso da quello cercato: è solo questione di tempo.

La maggior parte dei posti di lavoro "buoni" che vengono offerti oggi ai giovani (e in futuro non dovrebbe essere molto diverso) richiedono un grado di istruzione di scuola media superiore od universitario.

L'apprendistato, e quindi il precariato, sono considerati normali in tutto il mondo occidentale: a condizione che non si prolunghino all'infinito.

Anche se sei laureato, è normale che sgobberai un certo numero di anni per molte ore al giorno senza essere ben retribuito: l'azienda deve insegnarti un lavoro che generalmente non hai imparato a scuola. A scuola hai imparato solo nozioni basilari ovvero hai imparato teorie generali….

Se hai lavorato bene e con coscienza ad un certo punto hai il diritto di entrare a far parte del novero delle persone con un lavoro fisso e decorosamente retribuito. Del resto un capitalismo maturo sa che il sistema sta in piedi se ci sono milioni di consumatori continuativi. Il capitalista furbastro all'italiana speriamo sia un animale in via di estinzione, ovvero sarà lo stesso sistema economico mondiale e globalizzato (piaccia o meno il termine…) che provvederà a eliminare la categoria.

Nel nostro sistema hai anche diritto a sperare di lavorare in proprio, di crearti una tua azienda o di esercitare una libera professione. Quando inizierai la tua attività, forse ti renderai conto per la prima volta che se retribuisci con mille euro al mese un tuo collaboratore ne dovrai versare altrettanti allo Stato per tasse e contributi previdenziali. Scoprirai anche che in molti altri Paesi il rapporto è inferiore ed in altri uguale, ma che quasi sempre i servizi che lo Stato eroga ai cittadini (dalla sanità, alle pensioni, ai trasporti) sono incomparabilmente migliori dei nostri. E verrà anche a te il dubbio (o si rafforzerà) che se hai vissuto per anni la condizione di sottooccupato e ora guadagni poco e anche il tuo dipendente non se la passa poi tanto bene, forse la colpa è di uno Stato ipertrofico, spendaccione, incapace persino di far applicare le leggi che emana: più che colpa dei mercati internazionali o degli immigrati clandestini.

QUESTE SONO LE MIE OPINIONI. PER FARTI UNA TUA OPINIONE POTRESTI CONSULTARE QUESTI SITI: