LA COOPTAZIONE: CHE BRUTTA PAROLA!

La cooptazione è la chiave di volta con la quale la politica perpetua se stessa, i propri addetti, i propri metodi.

Cooptazione significa infatti non si entra in un organismo dirigente di partito o sindacato per un voto espresso direttamente dagli iscritti, ma per chiamata da parte dello stesso organismo dirigente.

Vi diranno che non è vero e che si tengono regolari elezioni. In molti casi le elezioni ci sono (sul "regolari" è meglio che sorvoliamo…): ma i nominativi dei candidati sono sempre scelti ed imposti dall'alto. Vero è che quando si deroga da questo insano meccanismo (magari sull'onda delle proteste ormai troppo vivaci degli iscritti), le sorprese sono dietro l'angolo. Sorprese generalmente amare per chi scopre di non aver ricevuto i voti sufficienti per essere rieletto per la settima volta…….

La cooptazione non solo impedisce il rinnovo degli organismi dirigenti di partiti e sindacati, ma sbarra il passo al rinnovo dei meccanismi e delle regole non scritte che li governano.

Infatti i dirigenti in carica perpetuano se stessi individuando come propri sostituti (ci si fa sostituire solitamente in due casi: perché si passa ad incarichi superiori o perché si passa a miglior vita…) dei cloni possibilmente ancora più scialbi, rispettosi ed ossequiosi di riti e liturgie alle quali sanno di dovere la propria altrimenti improbabile carriera.

Pretendi sempre elezioni a scrutinio segreto e candidature aperte (chi si vuole candidare deve potersi "fare avanti" senza "approvazioni superiori" e deve poter rendere pubblici senza vincoli di sorta candidatura e programma).

QUESTE SONO LE MIE OPINIONI. PER FARTI UNA TUA OPINIONE POTRESTI CONSULTARE QUESTI SITI: