La
cooptazione è la chiave di volta con la quale la politica perpetua se stessa,
i propri addetti, i propri metodi.
Cooptazione
significa infatti non si entra in un organismo dirigente di partito o sindacato
per un voto espresso direttamente dagli iscritti, ma per chiamata da parte dello
stesso organismo dirigente.
Vi
diranno che non è vero e che si tengono regolari elezioni. In molti casi
le elezioni ci sono (sul "regolari" è meglio che sorvoliamo
):
ma i nominativi dei candidati sono sempre scelti ed imposti dall'alto. Vero è
che quando si deroga da questo insano meccanismo (magari sull'onda delle proteste
ormai troppo vivaci degli iscritti), le sorprese sono dietro l'angolo. Sorprese
generalmente amare per chi scopre di non aver ricevuto i voti sufficienti per
essere rieletto per la settima volta
.
La
cooptazione non solo impedisce il rinnovo degli organismi dirigenti di partiti
e sindacati, ma sbarra il passo al rinnovo dei meccanismi e delle regole non scritte
che li governano.
Infatti
i dirigenti in carica perpetuano se stessi individuando come propri sostituti
(ci si fa sostituire solitamente in due casi: perché si passa ad incarichi
superiori o perché si passa a miglior vita
) dei cloni possibilmente
ancora più scialbi, rispettosi ed ossequiosi di riti e liturgie alle quali
sanno di dovere la propria altrimenti improbabile carriera.
Pretendi
sempre elezioni a scrutinio segreto e candidature aperte (chi si vuole candidare
deve potersi "fare avanti" senza "approvazioni superiori"
e deve poter rendere pubblici senza vincoli di sorta candidatura e programma).
QUESTE
SONO LE MIE OPINIONI. PER FARTI UNA TUA OPINIONE POTRESTI CONSULTARE QUESTI SITI: |
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