Tutte
le democrazie hanno regolamentato i meccanismi elettorali e la vita delle istituzioni:
non altrettanto hanno saputo o voluto fare per regolare il sistema dei partiti.
Per
fondare un partito politico o una lista civica (scuseranno i puristi della politica
l'assimilazione dovuta a necessità di sintesi) si devono osservare poche,
scarne e sintetiche regole. Dopodiché, si potrebbe dire, ognuno per se
.
Certo,
il partito avrà uno statuto e dei probi viri che dovrebbero farlo rispettare:
se ci siete mai stati, in un partito, avrete magari provato a far valere le vostre
buone ragioni
..
Il
partito ha le sue regole, prevalentemente non scritte. Nessuno infatti ha mai
avuto il coraggio di scrivere delle regole scritte che affermassero la prevalenza
delle regole non scritte. Comunque le già poche regole non scritte si possono
sinteticamente fare ascrivere alla tradizione molto italiana del guardaspalle:
nel senso che io, che sono amico tuo, faccio vedere che ci sono e tu che sei amico
mio fai vedere che ci sei. Però tu non dici agli altri che sei amico mio,
anzi: dai da intendere che mi fili anche pochino. Ed io altrettanto.
Il
partito serve ad aggregare un numero sufficientemente numeroso di cittadini che
siano portatori di interessi comuni: allo scopo di raggiungere determinati obiettivi.
Sufficientemente numeroso non significa che tutti quelli che voteranno la vostra
lista civica dovranno iscriversi al vostro partito (sarebbe peraltro opportuno
che tutti gli iscritti al vostro partito si sentissero in dovere di votare per
la vostra lista
.): ma è probabile che dovrete farvi vedere in giro,
presenziare a riunioni politiche diverse alla stessa ora, occuparvi degli aspetti
logistici, occuparvi delle risorse finanziarie. Quindi dovrete essere un certo
numero.
Un
numero troppo elevato di iscritti genera fatalmente le cosiddette "correnti":
che in realtà assumono la vera e propria natura di partiti all'interno
del partito. D'altra parte un numero troppo limitato di iscritti fidelizza poco
l'elettorato.
Interessi
comuni non significano necessariamente tutti gli interessi di una persona. Anzi.
Molto spesso ci si aggrega politicamente con soggetti con i quali si hanno al
massimo uno o due punti convergenti: ma talmente importanti, per noi e per loro,
da consigliare la temporanea collaborazione.
Quando
la vita politica nazionale era ancora condizionata da ideologie nettamente contrapposte,
in nome dell'ideologia si convincevano a stare insieme nello stesso partito anche
portatori di interessi pressoché totalmente divergenti. Gran parte della
mediazione politica avveniva conseguentemente all'interno dei partiti e non pubblicamente
come ora.
Gli
unici partiti monointeresse accettati (anche dagli avversari) erano i partiti
operai: che peraltro erano più di uno e in almeno alcuni di essi la componente
operaia sin dall'origine non era prevalente. Con ciò si è venuta
formando, nella coscienza politica nazionale, la convinzione che un partito degli
industriali, un partito dei costruttori edili, un partito degli impiegati del
catasto, un partito dei dipendenti della regione, un partito degli amici di Tizio,
un partito dei pensionati, un partito dei giovani
.fossero un qualcosa di
peccaminoso e di antidemocratico.
Il
grande limite che porta in se il modello di partito non ideologicizzato è
l'incapacità di individuare validi motivi di convergenza fra interessi
anche solo paralleli: e conseguentemente il rischio che la vita politica si frantumi
in decine di schieramenti diversi.
Appunto
per questo il legislatore (cioè i politici) si sono inventati gli apparentamenti
di lista, ovvero la possibilità di presentarsi alle elezioni con il proprio
simbolo di partito ma all'interno di uno schieramento che si riconosce in un unico
leader. Spesso peraltro tale unità è solo di facciata e assai presto
si liquefa: sull'onda delle disfatte elettorali ovvero conseguentemente alle tensioni
indotte dall'attività di governo.
E'
poco probabile che dovendoti avvicinare alla politica inizierai fondando una nuova
lista elettorale o addirittura un nuovo partito. Un ingresso nella politica attiva
passa quasi sempre attraverso l'adesione ad un movimento politico già esistente.
Tradizione
politica delle famiglie di origine e appartenenza ad un determinato orientamento
politico del gruppo di amici frequentati abitualmente ha sempre condizionato in
larga parte l'ingresso in politica. Sino a non molti anni fa però questa
verità non si poteva dire in giro senza pagare lo scotto di essere "tenuti
fuori" dalla stessa politica.
Pier
Paolo Pasolini sostenne negli anni '70 (del secolo scorso..) che per molti la
scelta di come schierarsi politicamente dipendeva da come erano schierati il barista
e gli avventori del bar sotto casa. Provocatoriamente, e sostituendo ancor più
provocatoriamente famiglia a bar, aveva introdotto in politica il concetto dell'imprinting
mutuato dall'etologia: facendo incavolare di brutto tutti quelli che avevano interesse
nel propagandare una visione nobile della politica e dei politici (o magari qualcuno
ci credeva veramente).
Per
decenni la scelta di dove schierarsi politicamente è stata facilitata dalla
netta connotazione ideologica che distingueva (almeno apparentemente) un partito
dall'altro: o si era bianchi, o rossi, o neri. Ad un certo punto sono apparsi
sulla scena politica i rossi meno rossi e i rossi più rossi, i bianchi
di destra e quelli di sinistra, i neri di destra e i bianco-neri, i bianchi tradizionalisti
e i bianchi riformisti, i verdi verdi e i verdi meno verdi, i rosso verdi, i rifondatori
di destra e di sinistra, i popolari di vario colore...............Le scelte si
sono fatte più complesse.
La
difficoltà di scegliere uno schieramento politico è strettamente
legata alla necessità di essere informati sulle vicende della politica:
che non sono quelle che si leggono sui giornali. Sia perchè i giornali
in Italia sono notoriamente di parte, sia perchè la politica racconta di
se quello che vuole (e la maggior parte dei cronisti politici sa che deve riportare
queste notizie, altrimenti perde il posto). Però alcuni quotidiani e settimanali
sono meno di parte di altri e c'è Internet: sulla quale si rimediano in
un batter d'ali non solo una valanga di informazioni di fonte italiana ed internazionale
ma, se uno è attento, si accorge in un lampo di quali notizie i politici
ed i giornali vogliono parlare e di quali proprio non hanno piacere che si parli.....
Potrete
quindi agevolmente risalire alla storia di molti partitini o liste elettorali,
nati e nate spesso da padri e madri nobili: ma in seguito a rapporti illegittimi,
a tresche extraconiugali, a relazioni contro natura. Sono cioè creature
di singoli politici giudicati dai loro ex compagni a torto o a ragione traditori
e apostati, in seguito a deviazioni gravi o presunte tali dalla linea democraticamente
(si badi bene!) prescelta dal partito. Fra gli insulti e le contumelie dei loro
ex compagni di partito gruppetti di politici di mestiere delegittimati e a "rischio
di carega" fondano un loro partito od una loro lista: che è sempre
democratica, popolare e sicuramente vera ed unica portatrice delle uniche e vere
verità una volta patrimonio del partito di origine.
Ai
tempi dei partiti ideologicizzati tali vere ed uniche verità venivano almeno
in parte rivelate (sotto forma di programmi politici): ora in tempi di partiti
degli interessi convergenti e di accorpamenti di simboli non è agevole
individuare i programmi nemmeno dei partiti e delle liste di più lunga
tradizione e presenza sulla scena politica.
Le
verità rivelate ed i programmi scadono a slogan vuoti di contenuti: pace,
lavoro per tutti, sicurezza, giustizia sociale, salute, attenzione alle problematiche
giovanili (e a quelle degli anziani, degli immigrati, dei lavoratori, dei ceti
più deboli,ecc.).
Pretendete
(come elettori, come iscritti, come candidati) di vedere dei programmi politici
e magari di partecipare alla loro stesura: un programma deve dire a voi e a tutti
gli altri in modo chiaro cosa si intende fare per risolvere il tale problema,
entro quando lo si farà e con quali risorse.
Poco
agevole è sicuramente intravvedere un futuro (per la società intera
e per voi che volete partecipare alla vita politica locale o nazionale) in un
partito od in una lista di politici mestieranti di lungo corso avezzi a cambiar
bandiera, alleati ed amici con la stessa facilità con la quale blaterano
di giustizia, democrazia, lavoro.
Pretendete
che i politici per i quali votate o con i quali collaborate esibiscano il loro
curriculum vitae di cittadini e di politici.
Rifiutatevi
di votare politici che si sono fatti eleggere o che hanno candidato a pochi anni
di distanza per partiti schierati su fronti contrapposti: che trascorra almeno
un'intera legislatura prima che un tale abbia la faccia tosta di farsi rieleggere
con i voti degli avversari!
Rifiutate
di eleggere e di collaborare con politici che non esibiscono curriculum vitae
credibili e fonti di reddito certe e documentabili!
QUESTE
SONO LE MIE OPINIONI. PER FARTI UNA TUA OPINIONE POTRESTI CONSULTARE QUESTI SITI: |
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