martedì, dicembre 27, 2005

Nel '78 scrivevo skuola con la k. I nostri studenti la scrivono con la q.

carissimo Fabio
innanzi tutto grazie per l'ospitalità sul tuo blog, il primo post, poi ...

(Pienamente consapevole della mia immortalità – e per puro piacere del gusto delicato delle foglioline - sorseggiando una tazza di the bianco tiepido in tazza bianca senza manico cui (al the, non alla tazza) la magia taoista attribuisce un indiscutibile potere di prolungare indefinitamente la vita e la scienza un altrettanto indiscutibile potere di catturare il radicali liberi che sono quei cosini che fanno venire alcuni mali incurabili tra cui le rughe, il cancro, la pelle a buccia d'arancia, l'alitosi e la faccia da culo.)

E leggendo e delibando, mi viene in mente, d'un tratto, che http://www.influenzadeipolli.net/ è un sito che non c'era.
Ed è un dato davvero interessante.
Perché, in una civiltà matura - come amiamo definire la nostra - le cose che non ci sono spesso sono definitivamente inutili (rivendita di frigoriferi al Polo).
Ma se servono a qualcosa, e il tuo sito serve, eccome, e non ci sono, c'è da chiedersi seriamente perché non c'erano.
La nostra generazione è venuta su a pane e teorie del complotto
, per cui - figli del dubbio sistemico e dell'analisi marxista e di altre seghe mentali che conosci bene - non riusciamo mai a non chiederci "qui prodest?". Che significa?...miliardi spesi per la vostra istruzione....significa “a chi giova?” Significa che quando inizia a piovere diciamo “governo ladro” e pensiamo che sia la lobby dei produttori d'ombrelle ad aver fatto un accordo sottobanco col Padreterno con la complicità della CIA e degli omini verdi. E il bello è che abbiamo attaccato il vizio anche alle giovani generazioni e, in definitiva, i no global, i black block e i cip& ciop non sembrano meno rincoglioniti di noi settantasettini e di voi sessantottini e credono al complotto con entusiasmo e ferocia degne di miglior causa.
Eppure, con tutto il nostro complottismo passato presente e futuro, non credo che molti si sono chiesti quello che ti sei chiesto tu, e cioè, perché mai non ci sono quaranta/cinquantentenni in politica e nemmeno in economia, in posizioni di qualche rilievo, intendo e non come candidati di plastica, una faccia da buono per vincere le campagne elettorali per i poteri forti di destra o di sinistra.
Come spesso accade, la domanda era davvero difficile farsela, e la risposta è molto semplice.
Non ci siamo perché a 20 anni e 30 anni non ci hanno fatto entrare.
E nemmeno a 40.
I ventenni e trentenni del 50
(padri della Repubblica e salvatori della Patria) sono entrati in politica col fucile spianato, le brache a zompafosso, le toppe al culo e bellaciaoepartiamo.
Ci sono entrati, e poi ci sono rimasti.
E come entrare l'hanno spiegato solo ai leccaculo, ai mafiosi e ai quaqquaraquà
... con questi tre appellativi potendosi ricomprendere l'intera attuale classe politica italiana. Con tutto quello che ne consegue e che sappiamo. A cominciare da un sistema che, per cinquant'anni buoni, in politica, in finanza, in economia, nelle università ha premiato i peggiori, distruggendo questo Paese e distruggendo la Speranza.
E questo sito non c'era perché nessuno lo voleva fare.
Perché i nostri politici sono come i mafiosi.
Ai loro figli ci voglionobbene come ai figli ma, finché sono in vita, loro non si ritirano e le redini della famiglia non le mollano.
C'è un'informazione - e una cultura - che fa entrare nella stanza dei bottoni.
Si chiama “cultura d'accesso”.
I Padri della Repubblica, in Italia e in Europa, l'hanno ricevuta a scuola.
Nella scuola fascista o postfascista, comunque pubblica, anche se classista, stronza e meritocratica.
La scuola che il '68 e il '77 hanno fatto fuori. La scuola che ha sfornato gente che ha fatto solo il liceo e che a settant'anni ancora saprebbe tradurre dal greco e sa benissimo cosa diceva Kant sulla legge morale le stelle ed altri incidenti. Credo che, almeno uno, di questi nonni istruiti, ne abbiamo conosciuti tutti. Mentre i miei colleghi d'università (Materie Letterarie!) facevano ancora gli errori d'ortografia ed erano convinti che Proust fosse un pilota di Formula 1.
E c'è una scuola - e un'informazione - che corrisponde in senso funzionale all'analfabetismo nel Medio Evo.
Ed è la scuola - e l'Università - dove scaldano le sedie con noia infinita i ragazzi cui questo sito è rivolto.
La scuola dell'attuale classe insegnante, che si è laureata con gli esami collettivi e il sei politico e ha avuto il posto con le raccomandazioni.
La scuola - e l'Università - che non sa insegnare un lavoro, non ha il permesso (lo saprebbe?) - di insegnare a pensare e non ha neppure valori da trasmettere.
Che sta lì per perpetuare la propria ignoranza e la propria impotenza.
Il mito dell'uguaglianza si è finalmente realizzato; la cultura per tutti era troppo difficile. Non parliamo di eguali condizioni d'accesso per tutti. Poi non ci sarebbe stata più gente da prendere per il culo.
E allora, almeno, l'ignoranza per tutti e l'istruzione solo per qualcuno, a pagamento e nelle scuole dei gesuiti.
Nel '78 scrivevo skuola con la k.
I nostri studenti la scrivono con la q.

I grandi intellettuali e politici della prima metà del secolo venivano per lo più da famiglie modeste, e avevano lavorato duro in una scuola con insegnanti molto preparati, spesso “nozionistici”, una scuola che poteva dare molto a chi voleva prenderlo e buttava fuori gli altri. Magari non buttava fuori il figlio del farmacista e del notaio, ma tanto loro non andavano a far danni, ereditavano il lavoro del babbo.
Magari invece qualche figlio di nessuno, se aveva tanta testa, tanto cuore e tante palle poteva anche arrivare a diventare un grande uomo politico, uno scrittore, un manager.
Da un bel pezzo
, e la faccenda è nota - i politici – di destra o di sinistra, con l'esclusione degli occasionali peones leghisti prima maniera - vengono tutti da famiglie agiate e colte, in grado di formarli più o meno “direttamente”, nonché di “sostenerli”.
Gesuiti (guarda che caso, ci hanno studiato sia D'Alema che Berlusconi), Bocconi, master in America. Soldi ben spesi. Una volta le grandi famiglie dovevano avere un figlio cardinale, e quelle meno importanti almeno lo zziprete. Nella seconda repubblica tutte le grandi famiglie hanno un figlio “onorevole” e quelle meno grandi un assessore provinciale o un sindaco. Informatevi...
Però, da un lato è meglio, così la barca il ferrarino e la fica glie l'ha già comprata babbo e non devono comprarsela coi soldi nostri. Tutto il potere ai figli di papà, allora, direte voi!
Non saprei dire:
onestamente, mi viene male a pensare che uno col mio reddito dev'essere governato da qualcuno che non ha mai fatto una vacanza in autostop (non perché faceva alternativo, ma perché non c'era davvero trippa per gatti) o la spesa al Sosty. Anzi, dimenticavo, il tizio di cui parliamo, figlio di un alto burocrate con in tasca il Manifesto o di un capitano d'azienda con in tasca il Sole 24 ore, la spesa non l'ha fatta mai. E, inoltre ha sempre avuto i soldi per riscaldare casa d'inverno e non si veste da trent'anni al mercatino rionale se no non gli rimangono i soldi per comprare i libri.
Fascista, comunista o linotipista, coglione era e coglione resta.
E' che spiace essere governati dai coglioni. Persino quando non rubano.
Questo sito è un tassello importante perché un Uomo di buona volontà
, cresciuto in una famiglia normale, che potrebbe intendere la Politica (qui la maiuscola ci sta bene) come servizio, possa tentare di accedervi senza dovere vendere l'anima (o altro) a nessuno.
A scuola
- se non vado errato - c'è ancora una materia che si chiama Educazione Civica.
In molte scuole c'è anche Diritto.
Propongo di adottare
http://www.influenzadeipolli.net/ come ipertesto scolastico. Fabio Kaldor lo regala persino agli studenti della Bocconi. Magari non sono tutti cattivi. http://www.influenzadeipolli.net/ non pesa nello zainetto e non costa nulla.
Caso strano
- nel paese dove la Storia contemporanea te la devi studiare da solo perché a scuola ti insegnano Miti e Leggende - non è nemmeno di parte.
Segnala questo sito ai tuoi amici. Chiedi ai tuoi insegnanti di adottarlo come testo di studio. Ma se i tuoi amici sono quelli del muretto, decisi solo a godersela finché dura - governo ladro - e ti guardano come uno strano insetto; se i tuoi insegnanti ti dicono che “non fanno in tempo ad arrivare a Ungaretti”; se, insomma, non trovi troppa compagnia su questo cammino... probabilmente è perché, semplicemente, sei sulla strada giusta, - e si percorre sempre in pochi - quella strada - e sono sempre state poche - della quale nessuno può dirti dove porta e cosa ci sia alla fine.
buon viaggio